In occasione di The Venice Glass Week, la Libreria Studium presenta Lama d’Ombra, progetto espositivo di Andrea Morucchio che mette in relazione due sculture della storica serie BLADE, realizzata a partire dalla fine degli anni Novanta, con la nuova opera LAMA D’OMBRA, presentata qui in anteprima.

Il progetto stabilisce un dialogo tra due momenti della ricerca dell’artista distanti oltre venticinque anni. Proprio con BLADE Morucchio avviava la propria ricerca scultorea sul vetro: forme affusolate in vetro molato, simili a lame, sospese nello spazio attraverso essenziali strutture in ferro. Il vetro e il metallo, la linea retta e quella curva, la trasparenza e l’opacità generano una tensione visiva nella quale fragilità e rigore, luce e materia si definiscono reciprocamente.

La presenza in mostra di una BLADE nera e di una BLADE rossa rende particolarmente evidente la genealogia della nuova scultura. In LAMA D’OMBRA, quei due valori cromatici si ricongiungono: il rosso intenso e trasparente del vetro incontra il nero profondo del legno combusto. Anche la struttura delle opere originarie viene ripensata. Se nelle BLADE la lama appare sospesa, trattenuta nello spazio dalla linea curva del ferro, nella nuova opera quella tensione si concentra in una forma compatta e rigorosamente simmetrica: la lama di vetro emerge dal legno e, allo stesso tempo, sembra penetrarlo. La linea diventa massa, la sospensione diventa innesto, mentre rimane centrale il contrasto fra luce e oscurità.

Prodotta grazie alla collaborazione con Roberto Beltrami della fornace Wave Murano per la lavorazione del vetro e con l’ebanista Saverio Pastor per la componente lignea, LAMA D’OMBRA segna il ritorno di Morucchio alla scultura e al vetro attraverso la rielaborazione di una forma posta alle origini della sua ricerca.

La presenza verticale e affilata, il rosso quasi sanguigno del vetro e la superficie nera e carbonizzata del legno conferiscono all’opera una forte tensione drammatica. Bellezza e inquietudine, attrazione e minaccia convivono nella stessa forma. LAMA D’OMBRA è stata concepita come premio ufficiale del Venice Noir Festival 2026 e traduce plasticamente alcune delle tensioni proprie dell’immaginario noir – mistero, oscurità, pericolo e rivelazione – trasformando la lama in un segno simbolico: una presenza luminosa che attraversa il buio, lo incide e lo porta alla luce.

Completa il percorso espositivo un estratto del cortometraggio del regista Tommaso Giusto, dedicato alla genesi e alla realizzazione di Lama d’Ombra, che documenta l’incontro tra concezione artistica, materia e sapere artigianale.